Sulla scia della moda neogotica, in voga al tempo nelle ville rurali, la trifora del prospetto centrale fu sostituita nei primi decenni del ‘900, per opera del Visconte Gaetano Combes di Lestrade e di sua moglie Clementina, con la loggia che tutti possiamo ammirare ancora oggi, chiaramente ispirata alla Loggia dei Papi di Viterbo (XIII secolo).

Clementina Paternò Arezzo e Gaetano Combes De Lestrade 
Rimozione della trifora neogotica 
Si plasmano le porte di accesso al terrazzo richiamando lo stile delle bifore del piano superiore 
Il nuovo loggiato è appena stato rifinito 
Si monta un ponteggio per modificare le aperture del piano superiore e ritoccare i merli 
Il progettista dei lavori del nuovo loggiato, ing. Saverio Castilletti, in abiti scuri con cappello e bastone, è affiancato dal mastro muratore don Emanuele di Franco – alla sua destra, in grembiule bianco